Dolomiti Contemporanee e Cason Marmi - Blocco di Taibon

Il 22 settembre 2012 è stato inaugurato il secondo ciclo espositivo di Dolomiti Contemporanee, laboratorio di arti visive in ambiente.
Il progetto si chiama Dc Next ed una delle location è Taibon Agordino, nello specifico un'ex fabbrica di occhiali di oltre 3000m², costruita negli anni '70 ed inutilizzata da un decennio, ribattezzata Blocco di Taibon.
Scopo di Dolomiti Contemporanee e del suo curatore Gianluca D'Incà Levis è far rivivere luoghi abbandonati del territorio, riqualificarli e rilanciarli attraverso l'arte e la cultura. Gli ambienti sono stati rimessi a nuovo, ristudiati, creando 8 spazi espositivi, uno spazio bar- ristoro, uno spazio laboratorio, una zona uffici e bookshop e 12 appartamenti con 40 posti letto per il personale di Dolomiti Contemporanee e per gli artisti.
Tra i partner del progetto, Cason Marmi ha fornito alcuni dei materiali, oltre al supporto nelle lavorazioni e nella realizzazione delle opere per la mostra a poem about a chance meeting. Questo progetto, ideato da Nicola Genovese e Tiziano Martini, è un laboratorio in cui artisti con percorsi creativi diversi condividono una residenza e uno spazio espositivo.
La Pietra di Castellavazzo è stata utilizzata inoltre nell'area ristoro, dove i blocchi di pietra sono stati impiegati come tavoli, per ribadire il legame tra le aree espositive di Dolomiti Contemporanee e il territorio.
Evocativa di come i materiali siano scelti con un significato che va ben oltre l'utilità o la bellezza è una frase tratta dalla pagina Facebook di Dolomiti Contemporanee (www.facebook.com/dolomiticontemporanee?fref=ts): "Perché la pietra? La pietra, proveniente dalle Dolomiti, pietra dolomia, è in stretto collegamento con il territorio ma soprattutto con l'origine dell'arte: è infatti nel paleolitico ( dal greco palaios, 'antico', e lithos, 'pietra', ossia età 'della pietra antica'), nelle caverne che ebbe origine l'arte. È lì che ebbe inizio tutto. Dove l'essere umano ha avuto per la prima volta l'esigenza di comunicare, estroflettere forme e significare le cose".
Il blocco di Taibon è stato chiuso all'arte nell'ottobre 2012: in seguito a quest'azione di rilancio, la fabbrica, chiusa da anni, è stata riaffittata, ed oggi vive.
Dolomiti Contemporanee nel frattempo non ha smesso di cercare, e dare nuova luce ad altri siti inutilizzati e abbandonati da tempo.
Per ulteriori informazioni e novità: www.dolomiticontemporanee.net.

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